«Ciao, Alyssa.» esordì Damon, con le braccia conserte.
Alyssa era praticamente sbiancata. Le gambe le tremavano e il respiro era affannato. Quello era il suo segreto, la vergogna più nascosta, la parte più brutta della sua vita.
Le sue gambe cedettero, e per poco non si ritrovò a terra. Tutto si fece buio.
Damon la prese in braccio, e l'adagiò sul divano nella sua cucina. Forse non avrebbe dovuto sorprenderla fino a questo punto.
Nei giorni seguenti ogni pomeriggio Damon uscì per un paio d'ore insieme alle quattro ragazze dopo le lezioni, e ogni notte andò di nascosto da Alyssa, guardandola da fuori della finestra. Per fortuna constatò che passò le nottate seguenti abbastanza tranquilla, ora che non c'erano più insetti ad infastidirla.
Ma una notte Alyssa iniziò a rigirarsi nel divano senza pace, e sembrava mormorare qualcosa nel sonno. Damon così pensò di vedere cosa stava sognando.
[....]
Damon apparve dal nulla, con indosso un'armatura nera lucente e un lungo mantello nero al di fuori e argentato all'interno. Le corse incontro, e l'abbracciò protettivo. Si voltò verso i ragazzi, guardandoli con uno sguardo torvo, e poi sorrise malefico.
«Sono molto contento che la pensiate così. Ma non di certo perché avete ragione. Vedete, voi non valete niente, e non siete per nulla all'altezza di una ragazza come Alyssa. Lei è bellissima, intelligente, dolce, umile, forte, e una donna come lei, con tutte queste belle qualità, merita solo un Principe. Come me.» disse solennemente Damon, poi la prese in braccio e passò in mezzo al gruppo di ragazzi. Dietro di loro vi era un cavallo nero, su cui Damon e Alyssa salirono e se ne andarono.
Arrivarono ad una collina circondata da una fitta nebbia, che però lasciava intravedere un castello tutto nero, ad eccezione degli infissi e del tetto che erano d'argento e spiccavano sull'oscura figura. Damon fece scendere Alyssa dal cavallo e galantemente la condusse all'interno del castello. Le riservò una grandissima stanza e la riempì di fiori, tra cui variopinte gerbere, raffinati gigli e infine una bellissima rosa nera.
«Tu meriti solo il meglio. D'ora in poi ti basterà chiedere tutto ciò che desideri, e io te lo farò avere con molto piacere.» le disse Damon mentre le porgeva la rosa, poi le baciò dolcemente la fronte.
«Grazie, Damon. Però non credo che tu potrai farmi avere ciò che desidero più di ogni altra cosa.» sussurrò Alyssa a testa bassa.
«Di cosa si tratta? Son sicuro che potrò soddisfare qualsiasi tua richiesta.» le disse dolcemente Damon, accarezzandole il viso.
«Essere amata. Davvero amata. Solo per quel che sono.» gli rispose Alyssa, guardandolo negli occhi.
«Non devi neanche chiederlo. C'è già chi ti ama per come sei.» le sussurrò Damon, guardandola dolcemente negli occhi e avvicinando il viso a quello di Alyssa.
Il respiro di Alyssa si fece più affannoso e il suo cuore cominciò a battere all'impazzata, finché le labbra di Damon sfiorarono le sue e il tutto esplose in un vortice di emozioni.
La sveglia di Alyssa interruppe il sogno, e lei si svegliò madida di sudore e col respiro affannato. Damon si affrettò ad andarsene, e aspettò Alyssa nel giardino della scuola. Ma quando Alyssa arrivò e lo vide si bloccò: rimase ferma immobile a bocca aperta a guardarlo. Il ricordo del sogno di quella notte si fece vivido in lei e le sue guance avvamparono. Come aveva potuto fare un sogno simile?! Ora si vergognava perfino a guardarlo.
«Buongiorno, Alyssa!» disse ad alta voce Damon andandole incontro.
«Ciao...» rispose imbarazzata Alyssa, cercando di evitare il suo sguardo.
«Tutto bene?» le chiese Damon, vedendola diversa dal solito e sapendo cos'aveva sognato.
«Ehm... Non proprio... Oggi mi sento strana, scusami...» disse mortificata Alyssa.
«Posso fare qualcosa per te?» chiese gentilmente Damon.
A quelle parole Alyssa rabbrividì. Damon era sempre così gentile e disponibile nei suoi confronti, e anche nel sogno era stato così. Ma aveva visto Damon ed Elena in giardino, il giorno in cui l'aveva conosciuto, ed era sicura che tra loro ci fosse qualcosa anche se cercavano di tenerlo nascosto. Da allora Damon aveva passato molto tempo insieme ad Elena, ma con loro c'erano sempre anche Bonnie, Caroline e Alyssa, e a parte qualche battutina ogni tanto si evitavano chiaramente. Alyssa però non voleva immischiarsi in tutto questo. Voleva continuare ad essere amica di entrambi, per cui avrebbe dovuto dimenticarsi di quel sogno, il prima possibile. E per farlo forse sarebbe stato meglio non vedere Damon.
«No, ma grazie lo stesso. Vorrei solo stare un po' da sola.» disse Alyssa pacatamente.
«Come preferisci. Quando hai bisogno, lo sai che ci sono, devi solo farti sentire e arriverò subito.» le disse Damon, poi le fece l'occhiolino e se ne andò verso la facoltà di medicina. Forse quella notte aveva esagerato.
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